lunedì 3 settembre 2012

Vladimir Tatlin: utopie, eclettismo e marinai

@ V. Tatlin, Theater
Vladimir Tatlin aveva nel suo DNA i geni di una poetessa e di un ingegnere delle ferrovie. Così non stupisce che da quel bozzolo abbia deciso di sbocciare un artista visionario e concreto insieme, che piega la tecnica, anzi la eleva, ai fini onirici della lirica creativa. 
Di Tatlin non è rimasto quasi nulla e questo ha contribuito a trasformare il ricordo di una delle figure più significative dell'avanguardia sovietica degli anni '20 in un mito.

mercoledì 29 agosto 2012

Nu Sushi partecipa al concorso "Il mio esordio 2012"!

graphic push-up: www.eivoh.com

Nu Sushi

Il sushi-bar Isami, all'Ile Saint Louis, è un locale di Parigi in cui, durante cene esclusive, si banchetta intorno ad un corpo di donna, nudo. Serica maiolica di pelle su cui sfarfallano bastoncini di bambù a caccia di bocconi di pesce crudo.
Il Nyotaimori è una pratica giapponese antichissima, filosofica, vagamente erotica, persino un po' esoterica, ma per Violane, archeologa e mamma single, degenera nell'iniziazione alla violenza della yakuza.
Una rocambolesca avventura, popolata da un caleidoscopio di personaggi: un amore che ritorna dal passato a riaprire vecchie ferite; due alleati comicamente antitetici; un taxista saggio; una megera invadente; un serial killer sboccato; un goffo vicino di casa, che si muovono sullo sfondo di una Parigi maliarda, ma a tratti ostile e degli ariosi, drammatici scenari egiziani.

Un romanzo scorrevole ed umoristico, che bilancia il tono elegantemente ironico con passaggi di sognante poesia. Lo stile è originale, anche nelle scelte grafiche, che alludono alla comunicazione via social network, nonché nella cura linguistica che, in particolare, caratterizza il tenero idioletto della piccola Ofelia, facendone una spalla indimenticabile.

Qui il link della mia pagina personale di presentazione al romanzo. Il libro è acquistabile ma, soprattutto, recensibile. Cliccando sul pulsante 'commenta' si accede alla finestra delle osservazioni e invito, chi avesse voglia di leggere qualche pagina (o, perché no, anche tutto il libro), a lasciare un'opinione. Il parere dei lettori avrà, infatti, un peso determinante nella scelta del vincitore del concorso.

Grazie!

mercoledì 22 agosto 2012

Graffiti a maglia: quando l'arte diventa una carezza

@ Debora Cilli
Il tardo pomeriggio aveva oggi l'atmosfera seducente e nostalgica delle sere di fine estate nella Liguria della mia infanzia. Quando, dopo una giornata di caldo che t'avvolge come un abbraccio, sabbia farinosa sotto i piedi, giochi d'acqua, pelle ancora calda ingioiellata di cristalli di sale, s'addensavano le nuvole dietro all'isola in alto mare o alla catena di colline incombente alle spalle degli ombrelloni. Il cielo si faceva d'un tratto nero e noi seguivamo l'arricciarsi di quei cavalloni celesti titubando se fosse il caso di sfidarne la minaccia o abbandonare il campo. 
Per quanto il cambio repentino d'atmosfera giocasse un contrappunto non richiesto, pure la brezza ora fresca, che spazzava gli ultimi vapori assolati, aveva un fascino ipnotico. Lo stesso che hanno continuato ad avere, nella mia immaginazione, i subitanei rannuvolamenti estivi che portano con sé un silenzio sopraffatto e l'ossimoro di un clangore cromatico, ché nella macchia di buio livido, i colori risaltano di sinistra lucentezza.

giovedì 2 agosto 2012

Müstair e la dolce ferocia della sfida montana

@ Debora Cilli, Stelvio 2012
A chi, per primo, sia venuta l'idea dell'Engadina, non saprei dirlo. Forse a Martin che, nel retro del suo atelier, ingombro di rotoli di pelle e stoffa, cataste di libri rilegati e fusti di fogli dalla costola spoglia, messi in pressa, vagheggiava di una tenda speciale, in cotone: la Spatz-Zelt (fresca anche sotto il sole cocente!). O forse a Stefan, che arrivava tardi alle nostre cene portando in casa, incollate al maglione, lingue di freddo delle serate invernali e, mentre attaccava con foga i resti del menù, ci raccontava di falò e nottate in sacco a pelo nei boschi: occhi fissi al cielo trapunto di stelle.

martedì 22 maggio 2012

Nobuyuki Tsujii, il domatore di Leviatani



@ http://www.konzerte-basel.ch, Nobuyuki Tsujii
Domenica 13 maggio, ore 11. Siamo sgusciate in platea due minuti prima che chiudessero gli ingressi, la tessera dell'abbonamento sfilata di furia dal portafoglio, il casco della bicicletta infilato sotto il braccio e la giacca slacciata in equilibrio precario su una spalla, fatta scivolare giù dall'altra per compensare la traspirazione della corsa. 
Fila 5, posti 99 e 100: abbiamo fatto alzare tutti, che, subito dopo, in un domino impeccabile si sono riaccucciati nelle loro poltrone e noi con loro. Mentre impacchetto le giacche e ne modello un cuscino improvvisato per Amélie, mi guardo intorno. La Musiksaal è, contrariamente al solito, stipata e le mise piuttosto ricercate. Sul palco sono allestite sedie e leggii per un'orchestra al completo e io mi sistemo meglio sul velluto rosso per godermi l'entrata in scena dei musicisti. Amélie, che è smaccatamente di parte, esulta solo quando prendono posto “I violini!!!” (cit.), lancia uno sguardo obliquo ai violoncelli e poi mima l'accordatura degli strumenti sul sottofondo di un coro di MI. 
Non è però della sinfonia Nr.39 Es-Dur, KV 543 di W. A. Mozart, che voglio raccontarvi ma degli epici quaranta minuti del Prokofjew successivo (Klavierkonzert Nr. 3 C-Dur, op. 26). 

venerdì 4 maggio 2012

Il tempo e la filosofia del calzino spaiato

@ Debora Cilli, Orologio senza lancette, Le Marais, Paris 2007
Mi sono dovuta rassegnare alla constatazione che il mondo è troppo veloce per me. Non “sia (troppo veloce...)”, congiuntivo: tempo opinabile dell'ipotesi, regno volubile delle probabilità; ma indicativo presente (e pure categorico), “è”.

Ruota sul suo asse a rincorrersi la coda con l'accelerazione di un ottovolante impazzito e il tempo gli sta dietro, il respiro sul collo, uno sghignazzo sadico sfilacciato dalla velocità.

Lo so che è un proposito ossimorico, ma procediamo con calma. Avevo tre articoli in mente, a tema “carnevale”, “ora legale” e “coniglio pasquale”, rispettivamente e non ne ho preso per tempo neanche uno... Ora non mi resta che il piacere un po' sterile di metterli in fila e arricciare un sorriso ebete al rintocco della rima. Frustrante, non c'è che dire, ma procediamo con ordine.

giovedì 19 aprile 2012

DFÄHRI FAAHRT! "La barca va!" Ovvero trash e utopia a 739 Km di distanza

@ DC from Muensterplatz, Basel

Ieri girava su facebook una foto-denuncia postata da un filmmaker italiano. Nel commento l'autore, Francesco Sperandeo, descriveva quanto accaduto sul volo di linea Alitalia Roma-Tunisi delle 9:20. La notizia, che è rimbalzata presto sui maggiori quotidiani italiani (qui, ad esempio, il link di Repubblica), è tristemente 'ghiotta'. Il tema è quello attuale e controverso dei 'clandestini', nel caso specifico destinati al rimpatrio, procedura che, secondo quanto documentato dal testimone oculare, sarebbe stata espletata in modo inumano. Ignoro le cause che, a giudizio della polizia italiana, abbiano reso necessario un nastro da pacchi marrone sulla bocca e fascette di plastica a bloccare mani e piedi dei malcapitati.
Sempre ieri, nella sezione delle notizie locali basilesi di “20 Minuten”, campeggiava il placido profilo di una nave da crociera fluviale. Il grassetto annunciava che la nave-asilo avrebbe presto gettato l'ancora nel Reno.
Il tema dei rifugiati dal nord Africa è attuale anche qui e Basilea, con 400 richiedenti asilo e 250 già temporaneamente accolti, si trova in emergenza alloggiamento. Nei prossimi due mesi sono però previsti altri 80-90 arrivi, ai quali si è previsto di dar rifugio sull'ex nave-hotel Hispania, che salperà da Rotterdam per ancorarsi nel tratto di fiume che bagna il quartiere St. Johann.
Molti parlamentari svizzeri guardano però con scetticismo a questa soluzione. Si penserà a ragioni velatamente razziste. Tutt'altro. Contestano che ospitare su una nave, per quanto lussuosa, dei disgraziati che per mare hanno sfidato il destino in condizioni traumatizzanti, non sia di buon gusto. Paese che vai, usanze che trovi...